Metallized.it ha recentemente pubblicato la recensione di Ad occhi chiusi.
http://www.metallized.it/recensione.php?id=9537
È scritta con competenza e stile. Ecco a voi il testo:
Chitarre pesanti e ritmi incalzanti sono da
sempre associati alla lingua inglese. Non c’è modo migliore per
esprimere liricamente ciò che viene suonato da una band di musica
“pesante”, ed anche il sottoscritto è favorevole a quest’estetica. I Nera Luce,
però, riescono in un connubio da molti provato e molte volte fallito.
Direttamente dalla punta dello stivale d’Italia, queste cinque furie
scatenate sanno come prendere a calci nel sedere l’ascoltatore, rendendo
ancora più chiaro il concetto condendolo con la lingua dei sommi poeti,
ma, cosa ancora più importante, il combo calabrese riesce nell’intento
di manifestare nel modo più naturale possibile la loro passione
musicale, fregandosene di etichette e di barriere, proponendo brani
tosti e ritmati accanto a virate più radiofoniche, ballate melodiche ed
incursioni funk.
Il disco si apre con il post-grunge di Ultima Ora,
apripista azzeccatissima. Lungo la tracklist verranno riproposti pezzi
altrettanto cupi e coinvolgenti, ma la chicca è l’accoppiata
basso/batteria ricca di groove che fa scorrere molto più agevolmente
brani altrimenti troppo standardizzati. Ombre è un misto tra stoner e Subsonica, come del resto lo sono La Mia Confidenza e la titletrack, mentre Il Tuo Soffrire e Settembre sono ballate molto ben riuscite. Tornando alla base ritmica, se siete amanti dei tempi sincopati alla batteria, La Voglia Nascosta è la vostra canzone, se invece adorate il basso non potete non apprezzare Istantanee. Taranta Violenta è una curiosa parentesi folk/crossover, e Domani è un fantastico pezzo acustico in cui la voce di Persampieri si fonde alla perfezione con quella dell’ospite Paola Cortese. Ma è Bambola,
la più bella traccia del disco, la miglior prestazione vocale.
Ascoltatela senza pregiudizi e noterete la somiglianza con l’ugola di Rob Rock. A chiudere il disco una sorpresa: una cover di Sua Altitudine Mina, ovvero Insieme.
Strana versione alternative, ma la voce è pazzesca: per un maschio
cantare quelle note in lingua italiana non è per niente cosa facile. Un
punto su cui è d’obbligo soffermarsi, però, è la questione dei testi. Se
è vero che il risultato sonoro è ampiamente soddisfacente, è anche vero
che i contenuti sono ispirati e originali al punto giusto. La prova ne è
La Voglia Nascosta, ma lo stesso discorso può valere per molti altri brani.
In
definitiva, un disco ragionato e studiato a dovere, che appaga
l’orecchio sia dal punto di vista compositivo, sia da quello esecutivo.
Se non fosse autoprodotto, ma registrato e pubblicato da una casa
discografica fiduciosa nelle nuove proposte nostrane di musica “pesante”
(e da noi ce ne sono a iosa…), sarebbe la novità dell’anno. Ragazzi,
tenete duro! Chissà, forse un giorno sarete famosi quasi quanto i vostri
conterranei Black Sausizza…
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